Questo mondo “piccolo” connesso e globalizzato rende davvero facile l’accesso a opportunità che molti di noi, ancora, non riescono a immaginare. Ho diversi amici che si occupano di transazioni in giro per il mondo seduti comodi nel loro ufficio, che in molti casi è il salotto di casa.. Altri invece hanno iniziato per “hobby” a comprare pacchetti di prodotti generici e rivenderli singolarmente, trovandosi nella situazione di dover lasciare il loro lavoro per impegnarsi a tempo pieno sulla loro attività in rete.

Sono piccoli esempi, ma rendono bene l’idea per capire come questa cosa astratta che è Internet, può diventare straordinariamente reale, se sfruttata nel modo corretto.

Diventa opportuno chiedersi: “quello che la mia azienda produce, può essere interessante anche in altri luoghi?”

L’Italia è un paese di passaggio per tutti i generi di merci, via mare, terra e aria, quindi è lecito domandarsi: ” come posso vendere la mia merce in un altro Stato e a chi mi rivolgo?”

Prima però di porsi queste domande è fondamentale avere una struttura aziendale solida, sana e strutturata che opera bene già nel mercato interno. I processi devono essere efficienti e i prodotti/servizi di qualità, così come la reputazione deve essere molto buona.
Questo perchè prima di instaurare nuove relazioni commerciali, i futuri partner internazionali faranno delle ricerche sulla mia impresa per capire se posso essere la fonte di un buon business per loro o meno. Avere già un buon posizionamento in Italia mi facilita maggiormente nella mia attività di export. In caso contrario “l’ avventura” potrebbe fallire subito o essere molto più difficile e dispendiosa in termini economici e di tempo. Dovrò superare una maggior diffidenza e probabilmente sarò costretto ad offrire grosse garanzie o sconti per dimostrare di essere all’altezza della situazione!

esportazione o internazionalizzazione

Esportare o internazionalizzare?

Una volta presa la decisione di “guardare fuori dalla finestra”, si aprono due strade, una che porta a spingere sulle esportazioni, ricercare le zone più opportune per proporsi, capire dove la domanda è maggiore e stringere accordi con distributori e professionisti del luogo. In questo caso la mia azienda usa un sistema che le consente di esaurire il surplus del magazzino, oppure di aumentare la produzione con una sicurezza di aver già venduto tutta la merce. Questa soluzione permette di non esporsi più di tanto in termini di risorse e capitali da investire.

L’altra strada è di internazionalizzare l’ impresa in modo da entrare fisicamente all’interno di un nuovo mercato. Questo significa ad esempio delocalizzare la produzione, avere un proprio magazzino o uno show room, aprire degli uffici commerciali o tecnici in loco  per la normale gestione aziendale. Questa seconda strada è qualcosa di molto più complesso, richiede degl’ investimenti importanti ed i risultati sono tarati più a lungo termine.

Per moltissime realtà Italiane l’export è diventata una scelta obbligata per assicurare la continuità dell’azienda, aumentare il proprio fatturato, il suo valore e prestigio.

Quindi la domanda da porsi è: “Quali sono le necessità della mia azienda? Quali esperienze ho in termini di export? Le capacità economiche quali sono?”

Per nostra esperienza quando si parla di estero e non si è una grande azienda è sempre meglio non rischiare, perché un azzardo potrebbe avere gravissime conseguenze in caso di fallimento.

Cosa fare se la mia azienda non ha budget enorme e non è abituata ad esportare?

Il primo consiglio che possiamo darti è di iniziare il processo con l’individuazione di un mercato specifico e, dopo una attena analisi, entrare e fare le prime vendite. Quando avrai consolidato la tua presenza in quel mercato allora potrai valutare la possibilità di aprire nuovi stabilimenti o sedi in quel Paese.

Quindi se sono inesperto in materia dovrò iniziare con una accurata analisi del mio prodotto/servizio per poi capire quale Stato è più appetibile. Successivamente realizzerò una attenta strategia ed un chiaro piano d’azione. A questo proposito vorrei aggiungere una nota importante, qualsiasi siano le attività che dovrai compiere, la strategia basata su dati empirici e il consiglio di un professionista è fondamentale, è l’unica via per raggiungere gli obiettivi. Non ha senso risparmiare proprio su questa attività.

Tieni presente che entrando in contatto con altri mercati anche la concorrenza sarà maggiore e di conseguenza le difficoltà. Per questo avere una strategia ad hoc è fondamentale assieme alla costanza ed alla pazienza. Molte piccole e medie imprese pensano che sia una attività semplice e soprattutto veloce, così non è!

Iniziare con l’export (se non sai cos’è leggi qui) è la scelta che nel lungo periodo mi porterà più soddisfazioni, per diversi motivi:

  • Non dovrò stravolgere immediatamente la mia azienda;
  • Il mercato di riferimento rimane quello che ho da sempre, ma sfrutto la capacità della mia impresa per aumentare le vendite e la produzione;
  • La ricerca di mercato fatta da professionisti mi dà una visione dei diversi mercati così da poter cogliere le migliori opportunità;
  • I miei partner e distributori si impegnano nell’acquisto e conoscono precisamente i meccanismi commerciali del loro territorio;
  • Mi consente di conoscere sempre meglio i meccanismi di altri Paesi, così da portarmi maggiore fatturato o consentirmi di penetrare altri mercati;
  • La posizione strategica di confine rende i canali di trasporto più veloci, semplici ed economici.

Naturalmente i passaggi non sono così semplici e automatici, la preparazione all’export mi porterà a valutare diversi partner, compagnie di trading, distributori, ecc. Le insidie sono dietro l’angolo, è bene ricordarselo sempre!

Esistono centinaia di casi di PMI che hanno sfruttato lo stato del mondo attuale per trovare grande prosperità. E’ vero anche che ci sono casi di insuccesso, quasi sempre dovuti ad una sottovalutazione della attività o di errori dovuti alla fretta o alla inesperienza.

Pensare a nuove strade da intraprenderle è normale e giusto, anche perché le situazioni contingenti porta a dover valutare tutte le possibilità. L’improvvisazione o copiare strategie di altre aziende o competitor non sono assolutamente da prendere in considerazione.

Un ultimo consiglio: Se ti senti pronto ad iniziare questa nuova fase per la tua azienda non rimandare perchè potrebbe essere troppo tardi!