C’è sempre maggiore fermento e interesse verso questo argomento, non mancano le fonti e la bibliografia è sconfinata; per questo cercherò di riassumere in questo breve articolo quali sono i meccanismi dell’internazionalizzazione e come funzionano per cercare di far maggior chiarezza.

Per poter guardare oltre i confini nazionali, prima è necessario che la mia società abbia determinate prerogative: una solida organizzazione aziendale, in riferimento ai sistemi di processo e di produzione; e un buon mercato interno, composto da un ricco portafoglio di clienti fidelizzati e una rodata strategia commerciale. Solo con queste basi di stabilità potrò pensare di intraprendere il percorso per internazionalizzare la mia impresa, anche se il mio fatturato è ben lontano dalle grandi aziende che sono in questo mondo da decenni.

Internazionalizzare la propria impresa non significa esportare. Il mio obiettivo sarà quello di penetrare uno o più mercati, aumentare il numero delle mie sedi in giro per il mondo, diversificare e ampliare la mia offerta, non si parla di rifornire qualche cliente internazionale per questo entrano in gioco una miriade di variabili che dovrò considerare.

Non tutti possono internazionalizzare. Bisogna riuscire a sostenere gli investimenti iniziali prima di poter raggiungere il pareggio e in seguito guadagnare, questo perché sono necessari investimenti per:

  • ricercare i Paesi con maggiori potenzialità: meglio non sottovalutare questo punto che comprende sia lo studio dei sistemi legislativi, doganali, di distribuzione e commercializzazione; sia le analisi dei clienti, dei loro comportamenti, abitudini e consumi.
  • adattare il sistema aziendale ai Paesi target: significa modificare il prodotto o servizio, adattarlo ai nuovi consumatori, riuscire a comunicare in diverse lingue, conoscere i metodi per raggiungere il target, cogliere in poco tempo come suscitare maggiore attenzione verso la propria azienda.
  • pianificare e mettere in atto la strategia: è necessario scegliere attentamente i mezzi migliori per creare una mix di attività, monitorando e correggendo costantemente la comunicazione per migliorare i risultati.

internazionalizzazione

Avere successo all’estero è una possibilità concreta, spesso leggiamo sui giornali di chi ce l’ha fatta e spesso a farcela sono aziende del F.V.G, che sono brave a fornire prodotti di altissima qualità e in una gamma di settori vastissima.

Chi ce l’ha fatta, ha saputo sostenere i costi iniziali, modificare l’azienda in maniera funzionale per l’estero e trovare la pazienza e la forza di continuare quando, generalmente all’inizio del percorso, i risultati non arrivano entro il mese successivo.

Quindi, chi può realmente internazionalizzarsi?

Semplicemente chi è in grado di fare innovazione (di prodotto e di processo) e tutto quello che comporta. Chi sa specializzarsi costantemente e superare i suoi standard riesce a competere.

Non dimentichiamoci che troveremo una concorrenza spietata! E per contrastarla abbiamo solo le nostre competenze e il nostro “saper fare”; armi nettamente più che sufficienti.