Quello che vedi qui sopra è lo screen shot fatto questa mattina del mio account di ActiveCampaign, software che utilizzo anche per l’attività di e-mail marketing.

Come vedi ho un bel 33% di tasso medio di apertura.

Tanto? Poco?

Dipende dai settori merceologici, dalla verticalità del mercato ed anche dalla dimensione delle liste, ma sicuramente è un buon tasso di apertura se teniamo presente che la media è attorno al 7% per quanto riguarda il marketing. (Qui la fonte )

Ho deciso di condividere questi risultati, perché sempre più spesso dei “fuffa marketing guru” narrano che l’e-mail è morta. Nulla più lontano dalla verità.

Se passasse tale messaggio, si verificherebbe una grande perdita di opportunità per tutte le varie micro, piccole e medie imprese che invece potrebbero trarne grande giovamento.

Attenzione a non confondere l’e-mail marketing con lo spam:

Ancora oggi più di qualche imprenditore è convinto che questa attività consista nell’inviare e-mail commerciali ad un database di nominativi che molto probabilmente non conoscono nemmeno l’azienda di provenienza.

L’approccio è lo stesso di chi ancora oggi fa telemarketing a freddo e si lamenta che non ottiene buoni risultati.

Mi dispiace, ma questo modo di pensare ed agire non è fare e-mail marketing.

E quindi cos’è?

Da oltre 7 anni mi dedico a questa attività per me stesso e per molti nostri clienti.

Nel tempo ho sperimentato tantissime soluzioni e format di e-mail: corte, lunghe, solo informative, informative e commerciali assieme, sequenze, invio in base ad un punteggio, invio specifico in base ad una determinate attività dell’utente, su carrelli abbandonati, riattivazione vecchi clienti, ecc…

Dalla mia esperienza e dai dati raccolti ho individuato e formulato 4 regole fondamentali a prescindere dal tipo di settore e dall’obiettivo che ci si pone.

Queste sono:

1. Crea una lista e non acquistarla
Il primo errore è quello di acquistare un database generico di indirizzi e, visto che sono in più o meno target, mandare una mail ogni tanto con qualche offerta sporadica. Questo è un grosso sbaglio, che mina tutta l’efficacia dell’attività. Il modo corretto è di creare una lista nominativi composta da persone che si sono SPONTANEAMENTE iscritte alla tua pagina web/blog/newsletter e desiderano ricevere le tue informazioni.

2. Crea una abitudine.
E’ fondamentale creare una “relazione continua” con il nostro lettore. Se ad esempio decidi di mandare una mail ogni lunedì, devi mandarla ogni settimana allo stesso giorno (concetto di piano editoriale). Creando una gradita abitudine nel tuo lettore aumenterai il tasso di apertura e di pari passo la riconoscibilità del tuo brand. Per fare questo ci vuole costanza.

3. Crea contenuti di valore.
Ne avrai già sentito parlare, però credo valga la pena soffermarsi sul concetto di “ Valore Personalizzato” in base alla cultura e livello di conoscenza del potenziale cliente rispetto all’acquisto del tuo prodotto o servizio. Occorre un studio approfondito sul cliente e una serie di valutazioni specifiche caso per caso, per capire a in quale fase del processo decisionale egli si trova.

Esempio 1: un utente che ha ricevuto la tua prima e-mail, avrà bisogno di informazioni ben diverse rispetto a colui che ne ha già lette altre, si trova più avanti nel processo e magari stà per acquistare il tuo prodotto.

Esempio 2: un lettore che clicca sul link riportato nel testo e-mail, accede ad una serie di contenuti, ma si blocca alla pagina di contatto o acquisto, ha bisogno di informazioni specifiche per essere guidato rispetto ad un altro che si è fermato ancor prima del clic sul primo link. Non credi?

Questi esempi semplici ti fanno capire che “il dare valore” è molto soggettivo e, con una comunicazione piatta ed uguale per tutti, rischi di perdere interesse e partecipazione.

4. Sprona a compiere una azione. Mandare e-mail senza “chiamata all’azione” è una pessima idea. Lo scopo di ogni e-mail dev’essere quello di far compiere “un passo” in avanti al tuo lettore verso l’acquisto del prodotto o servizio. Se ciò non avviene corri il rischio che lui non decida mai al punto tale che si stancherà e tu lo avrai perso o, ancor peggio, che vada dalla concorrenza. Questo non perché la tua offerta commerciale non è valida ma solamente per il fatto che non lo hai guidato nel processo di acquisto.

Oltre a questi punti fondamentali, vanno presi in considerazione altri aspetti come il copy, il “tono della comunicazione”, l’oggetto della e-mail, la qualità del software di invio automatico, ecc… però tutti questi aspetti vengono secondo me solamente dopo e magari ne parlerò in un prossimo post.